Paolo Martellotti Artist

SCACCO AL TEMPO

" o mathe matiques severes, je ne vous ai pas oubliees, depuis que vos savantes lecons, plus douces que le miel, filtrerent dans mon coeur, comme une onde rafraichissante... Arithmetique! Algebre! Geometrie! Trinite grandiose! Triangle lumineux!..." Isidore Ducasse Comte de Lautreamont.

Che gli architetti si arroghino il dovere ed il privilegio di controllare gli orizzonti e' una vecchia storia, nata ai tempi di Zoser e continuata secoli dopo con i punti di fuga della prospettiva nella presunzione di rappresentare l'infinito in relazione alla terra, al cielo ed al mare. Oggi sembrano inseguire una nuova "scienza dei luoghi", ma penso che in sostanza continuino a rispondere ad un identico destino. Nel 1936 Man Ray scriveva a Breton una allarmata lettera in cui esprimeva la sua meraviglia nei confronti dei modelli che si apprestava a fotografare. I modelli geometrico - matematici di Poincare' gli sembravano tanto piu' incisivi e belli di molte opere prodotte dagli artisti contemporanei che ne provava imbarazzo. Nel 1903 questo straordinario matematico aveva ipotizzato una definizione che valesse per la sfera, per la ipersfera e per tutte le sfere ad N dimensioni. Per dimostrare questa congettura ci sono voluti cento matematici e cento anni fino allo scorbutico e geniale russo Grigorij Perel'man che la ha dimostrata nel 2003. Intorno a questa vicenda e' ruotata la ricerca e lo studio della topologia: quella incredibile disciplina per la quale cio' che per la geometria euclidea e' un cubo e per la teoria dei grafi otto punti uniti da dodici spigoli e' semplicemente una "sfera".

Eulero, nel 1736 quando si era accinto a risolvere l'insolubile progettazione di un percorso turistico senza sovrapposizioni per la citta' di Konigsberg con i suoi quattro quartieri e sette ponti chiamava questa disciplina "geometria di posizione". Il salto del cavallo, che scardina lo spazio prospettico e' la mossa piu' trasgressiva di un gioco che e' nato in Persia o in India forse duemila anni prima della topologia, ma in realtà solletica le stesse corde dell' intelligenza umana. Ma se la scacchiera si deforma nello spazio in una superficie a più dimensioni i pezzi si trasformano nella ricerca di improbabili incontri fra bianchi e neri. La topologia o scienza dei luoghi ci accompagna in un mondo magico, apparentemente ostico, di geometrie ad N dimensioni, ma lo fa con un linguaggio che parla invece di girotondi ed elastici, di paracadute e di ciambelle, di finestre e di operazioni chirurgiche e questo linguaggio ha formato le geometrie delle mie sculture. Boccioni fece la congettura che l'arte potesse simultaneamente far morire il tempo e lo spazio ma dopo Einstein la simultaneita' prevede che si possano incontrare frammenti di storia con cio' che non e' ancora nato. Un artista non fa teoremi e non dimostra nulla, ma il risultato e' che durante un secolo in cui matematici straordinari hanno lavorato alla dimostrazione dell'enigma di Poincare' mille artisti ed architetti hanno cercato di sciogliere il mistero della Congettura di Boccioni.

Paolo Martellotti

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